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日志


7月15日

UN MIO SFOGO!!!! E KE SFOGO!

 
 
***un mio sfogo***
.
.
.
 
 
 
te!!!
ecco dove vivo
lo schifo totale
ed io ci  vivo
.
.
.
quanto vorrei bruciare
tutta la citta!
ed i miei figli
avrebbero dovuto
vivere in  questo
porcile.
 
 
e la gente nn
vuole nemmeno
l'inceneritore
.
.
.
povera citta
che un tempo
era
il posto per me
piu bello da vivierci
 
il mio futuro.
 
 
 
mondomarcio76
5月28日

SITUAZIONE RIFIUTI IN ITALA..GREENPECE,

1

Greenpeace e la gestione dei rifiuti urbani

luglio 2007

Introduzione

I rifiuti sono ormai da anni al centro di tematiche politico-ambientali a livello

internazionale ed europeo. Non a caso diversi programmi europei d’azione per

l’ambiente hanno posto al centro dell’attenzione proprio il tema rifiuti e l’Europa

ha promosso ed integrato una serie di normative di settore allo scopo di

raggiungere una maggiore tutela dell’ambiente e della salute umana

1.

Ma l’ambito rifiuti è una di quelle aree in cui la politica ambientale deve

concentrarsi ancora per molto tempo. In Italia, questo settore stenta a trovare

una soluzione definitiva per una scarsa volontà politica o per scelte interessate

a perseguire strade relativamente più brevi e imprenditoriali (come quella

dell’incenerimento dei rifiuti per esempio). In tal modo, il problema rifiuti sta

acquistando dimensioni davvero insostenibili come dimostrano le ripetute crisi

che interessano quelle aree che storicamente presentano problematiche a

riguardo, come le regioni centro meridionali.

La loro continua e smisurata produzione è il primo problema che dovrebbe

essere affrontato concretamente. Ogni anno soltanto in Europa sono prodotti

circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 40 milioni di tonnellate di natura

pericolosa. La produzione dei rifiuti, dagli anni '90 ad oggi, ha continuato a

crescere parallelamente all'aumento della ricchezza e agli standard di vita

sempre più elevati dei paesi occidentali. Tra il 1990 e il 1995, il totale dei rifiuti

prodotti è aumentato di circa il 10% e si prevede che intorno al 2020 la

produzione dei rifiuti possa aumentare del 45% rispetto al 1995. Oggi, fra

l’altro, c’è una nuova minaccia in questo campo legata al boom dei consumi

dei prodotti elettronici che ha portato in poco tempo ad un incremento di questi

rottami ad alto contenuto di composti chimici pericolosi. Per la stragrande

maggioranza questi rifiuti, che in Europa stanno crescendo ad un tasso del 3-

5% all’anno, quasi tre volte superiore a qualsiasi altra frazione merceologica,

sono smaltiti nel flusso dei rifiuti urbani determinando non pochi problemi

d’inquinamento ambientale.

Obiettivo di Greenpeace è quello di spingere verso soluzioni che tutelino

maggiormente la salute e l’ambiente e che, allo stesso tempo, siano condivise

dalla cittadinanza. Sostenere tutte quelle azioni mirate alla prevenzione del

1

Per citarne alcuni esempi:

Direttiva 2006/66/Ce del 6 settembre 2006, relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e

accumulatori (abroga la direttiva 91/157/CEE); Regolamento 1013/2006/Ce del 14 giugno 2006,

relativa alla spedizioni di rifiuti (abroga il regolamento 259/93/Ce); Direttiva 2006/12/Ce del 5

aprile 2006, relativa ai rifiuti; Direttiva 2004/35/CE del 21 aprile 2004, relativa alla responsabilità

ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale; Direttiva 2004/12/CE

del 11 febbraio 2004, che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio;

Direttiva 2003/108/Ce del 8 dicembre 2003, che modifica la direttiva 2002/96/Ce sui rifiuti di

apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); Direttiva 2000/76/CE del 4 dicembre 2000,

relativa all’incenerimento dei rifiuti; Direttiva 1999/31/CE del 26 aprile 1999, relativa alle

discariche di rifiuti.

2

rifiuto, seguite dalla raccolta differenziata spinta e dal riciclo dei materiali

rappresentano la strada giusta da perseguire per arrivare alla corretta gestione

dell’intero ciclo dei rifiuti.

La situazione dei rifiuti in Italia

Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata

produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e

verso il sistema usa e getta. Basti pensare che nell’ultimo decennio si è avuto

un aumento nella produzione di rifiuti pari al 20% e quella pro-capite è passata

da 466 Kg/ab/anno nel 1998 a 539 Kg/ab/anno nel 2005. Secondo i dati

ufficiali desunti dal rapporto Rifiuti APAT-ONR 2006, la

produzione dei rifiuti

urbani

fa ancora registrare un ulteriore aumento raggiungendo quota 31,7

milioni di tonnellate nel 2005

(+5,5% rispetto al 2003), con un pro-capite

medio nazionale di 539 kg/abitante per anno.

La crescita appare particolarmente marcata nelle regioni centrali dove la

produzione ha fatto registrare un aumento percentuale, tra il 2001 ed il 2005,

di poco inferiore al 10,3% contro un incremento dell’ordine dell’8,4% per il sud

e del 6% circa per il nord. I valori di produzione più elevati si riscontrano al

centro con circa 633 kg di rifiuti per abitante prodotti all’anno, a seguire si

colloca il nord con 533 kg/ab./anno mentre i valori più bassi spettano al sud, in

cui ogni abitante ha prodotto 496 kg nel 2005.

Per quanto riguarda la produzione dei rifiuti speciali (compresi quelli da

costruzione e demolizione) si registra in Italia, come in molti altri paesi

dell’Unione europea, un forte aumento di questa tipologia derivante dalle

diverse attività economiche, tale da avere un incremento della produzione

totale pari a circa il 18% nel triennio 2002-2004. I rifiuti speciali prodotti in Italia

ammontano, nel 2004, ad oltre 108 milioni di tonnellate, di cui il 93% è

costituito da rifiuti non pericolosi ed il restante 7% da quelli pericolosi.

Lo

smaltimento in discarica, pur mostrando una lieve riduzione pari al 3%, si

conferma, anche nel 2005, come la

forma di gestione più utilizzata, con oltre

17 milioni di tonnellate di rifiuti interrati. Va, comunque, registrata la

progressiva diminuzione del numero di discariche (61 in meno rispetto al

2004), soprattutto al sud del paese dove maggiore era la loro concentrazione e

la loro inadeguatezza rispetto agli standard fissati dalla direttiva europea in

materia.

L’incenerimento dei rifiuti urbani, che interessa il 10,2% dei rifiuti prodotti

(bruciando una quota pari a 3,8 milioni di tonnellate nei 50 impianti operativi al

2005), mostra un aumento negli ultimi 5 anni di circa il 9%.

Tra il 2001 ed il 2005, la raccolta differenziata ha fatto registrare un incremento

pari a circa 2,6 milioni di tonnellate (da 5,1 milioni di tonnellate a 7,7 milioni di

tonnellate) corrispondente ad una crescita percentuale intorno al 50%. Nello

stesso periodo di tempo, però, la produzione complessiva dei rifiuti urbani ha

fatto rilevare un incremento di circa 2,3 milioni di tonnellate, andando così a

controbilanciare l’esito positivo della raccolta differenziata, i cui livelli

comunque risultano ancora bassi su scala nazionale.

Nel 2005, la raccolta

differenziata si colloca al 24,3%

della produzione totale dei rifiuti urbani,

3

ancora sensibilmente al di sotto del target del 35%, originariamente previsto

per il 2003 dal D.Lgs. 22/97 e successivamente posticipato al 31 dicembre

2006 dal D.Lgs. 152/2006. La situazione appare, comunque, decisamente

diversificata passando da una macroarea geografica all’altra. Infatti, nel nord

(38,1%) si è ormai consolidato un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, in

particolare delle frazioni organiche, in linea con le altre nazioni europee. I dati

del centro (19,4%) e soprattutto quelli del sud (8,7%,) evidenziano, invece, che

le perduranti emergenze richiedono di essere affrontate con la dovuta energia;

in particolare, è necessario intervenire soprattutto per quanto riguarda

l’attivazione della raccolta differenziata “porta a porta”, con particolare

attenzione alla frazione umida, che risulta addirittura assente nella maggior

parte dei contesti che vivono l’emergenza rifiuti.

Parallelamente allo sviluppo della raccolta differenziata, nelle aree del nord e

del centro si va consolidando un sistema industriale per il

riciclo dei materiali

raccolti separatamente

che riguarda ormai il 15,5% del totale dei rifiuti urbani

gestiti. Il

compostaggio dei rifiuti urbani (incluso il loro trattamento meccanicobiologico),

per esempio, ha raggiunto nel 2005 una quota pari a

3 milioni di

tonnellate

, registrando un incremento di circa il 125% rispetto al 1999.
5月11日

CAUSE DEL RISCALDAMENTO

Cause del riscaldamento

Il mantenimento della temperatura della biosfera terrestre attorno a valori medi adatti alla vita è dovuto principalmente all'azione combinata di quattro fattori:

  1. Calore interno del pianeta
  2. Irraggiamento solare, che fornisce l'energia per l'effetto serra
  3. Presenza dell'atmosfera, che attenua gli sbalzi di temperatura giornalieri e stagionali
  4. Effetto serra naturale, che amplifica l'effetto termico dell'irraggiamento solare

La variazione quantitativa di uno o più di questi fattori può causare un riscaldamento globale o raffreddamento globale dell' atmosfera e superficie terrestre.

Gas serra nell'atmosfera

Per approfondire, vedi la voce Effetto serra.
Variazione della temperatura globale (in rosso) e dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera (in blu) negli ultimi 1000 anni. La causalità non è da tutti ritenuta provata, ma si notano delle somiglianze fra le due curve, soprattutto nell'ultimo secolo.
Variazione della temperatura globale (in rosso) e dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera (in blu) negli ultimi 1000 anni. La causalità non è da tutti ritenuta provata, ma si notano delle somiglianze fra le due curve, soprattutto nell'ultimo secolo.

Nell'attuale fase di riscaldamento del pianeta si sta assistendo ad una variazione significativa di un importante fattore che influenza la temperatura terrestre, ovvero la concentrazione atmosferica di anidride carbonica (CO2), uno dei gas serra. Tale incremento di circa 2 ppm all'anno (in due secoli il valore della concentrazione è passato da 280 ppm a 380 ppm, il valore più alto da 650.000 anni a questa parte[1]) non ha eguali nella storia recente del pianeta ed è ritenuto legato all'uso di combustibili fossili che durante il periodo carbonifero (milioni di anni fa) sono stati "fissati" nel sottosuolo ad opera della vegetazione e degli animali, passando dalla forma gassosa di CO2 a quella solida o liquida di petrolio, carbone o gas naturale. Negli ultimi 150-200 anni, a partire dalla rivoluzione industriale, la combustione dei giacimenti fossili ha invertito il processo avvenuto durante il periodo carbonifero, reimmettendo nell'atmosfera questo carbonio sepolto da milioni di anni sotto forma di enormi quantità di anidride carbonica (circa 25 miliardi di tonnellate all'anno[citazione necessaria]). Inoltre, secondo le stime, il pianeta riuscirebbe oggi a riassorbire, mediante la fotosintesi clorofilliana e l'azione delle alghe degli oceani, meno della metà delle emissioni, anche a causa della deforestazione[citazione necessaria]. L'attività umana ha infatti ridotto la biomassa vegetale in grado di assorbire la CO2 fin dalla rivoluzione agricola neolitica, trasformando i boschi in campi o città. Oggi la deforestazione (ad esempio in Amazzonia) è nettamente aumentata ed aggrava ulteriormente la situazione. A contribuire ulteriormente vi è la maggior produzione di metano da fermentazione dovuta ad un incremento significativo dell'allevamento intensivo e delle colture a sommersione (ad esempio il riso). La CO2 non è infatti l'unico gas serra, ma rappresenta solo lo 0,038% dei gas atmosferici e circa il 5% del totale dei gas serra, quando il vapore acqueo rappresenta lo 0,33% dei gas atmosferici e contribuisce per circa il 50% ai gas serra.

Sebbene nella storia del clima le variazioni nei livelli di CO2 osservate siano state successive alle variazioni di temperatura e non viceversa (esiste un ritardo di 800 anni tra i picchi di temperatura ed i corrispondenti picchi di CO2 nell'atmosfera), secondo il comitato di esperti delle Nazioni Unite (Intergovernmental Panel on Climate Change) l'attuale riscaldamento non può essere spiegato se non attribuendo un ruolo anche a questo aumento di concentrazione di CO2 nell'atmosfera.[2]

Va sottolineato che l'effetto serra è un fenomeno naturale e necessario per permettere alla superficie terrestre di avere temperature adatte alla vita, in particolare quella umana; ad esempio la decomposizione di piante ed animali morti o la normale attività geotermica dei vulcani emettono enormi quantità di gas serra, ma in questi casi si tratta di emissioni costanti o in lentissima evoluzione (dell'ordine di migliaia o milioni di anni) e per questo non ritenute problematiche. Anche in concomitanza di grandi eruzioni catastrofiche si sono determinate evidenti mutazioni del clima a livello globale (di solito però abbassando le temperature a causa delle eccezionali quantità di polveri emesse in atmosfera, come nel caso delle eruzioni dei vulcani Pinatubo o Krakatoa). Tuttavia questo genere di fenomeni, in epoche storiche, sono stati riassorbiti e non hanno comportato mutamenti permanenti del clima. A parte dunque tale effetto serra naturale, il problema è l'eccesso di riscaldamento dovuto ad un più marcato effetto serra, e dunque il conseguente surriscaldamento.

Surriscaldamento degli oceani

L'incremento della CO2 dovuto alle fonti fossili è ulteriormente amplificato dal surriscaldamento degli oceani.[citazione necessaria] Le acque marine contengono disciolta una grande quantità di CO2 ed il riscaldamento dei mari ne causa l'emissione in atmosfera. Inoltre, il riscaldamento dovuto all'aumento della temperatura produce una maggior evaporazione dei mari liberando in atmosfera ulteriori quantità di vapore acqueo, il principale gas serra, accrescendo ulteriormente la temperatura globale ed aumentando quantità e violenza di piogge ed uragani tropicalizzando il clima.

Variazione attività solare ed altri fattori cosmici

Variazione dell'irraggiamento solare negli ultimi 30 anni (la linea rossa indica la media annuale, quella gialla i valori giornalieri). Su circa 1366 watt totali, l'oscillazione è di pochi watt.
Variazione dell'irraggiamento solare negli ultimi 30 anni (la linea rossa indica la media annuale, quella gialla i valori giornalieri). Su circa 1366 watt totali, l'oscillazione è di pochi watt.

Verificando i dati di irraggiamento solare si può constatare come le variazioni dell'attività solare negli ultimi 30 anni siano state minime in rapporto invece ad un aumento della temperatura globale ben più marcato. Gli scienziati che sostengono questa teoria, pur ammettendo che la variazione dell'attività solare sia stata in passato uno dei possibili fattori che hanno influenzato le temperature, ritengono che oggi la gran parte del surriscaldamento globale sia dovuta ai gas serra.[citazione necessaria]

Evoluzione delle temperature degli altri pianeti del Sistema solare

Di recente è stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare starebbero subendo un aumento della temperatura. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10°C come temperatura media. Su Marte l'aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari e dalla presenza di pozze d'acqua. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l'aumento della temperatura nel sistema solare, ma è ancora poco chiaro se si tratti dell'influenza del Sole (che come detto ha variato poco la sua attività -vedi grafico- ed è molto lontano dai pianeti coinvolti), delle variazioni di quantità della polvere interstellare (che filtra i raggi solari) o siano dovute ad altri fattori ancora sconosciuti. Non esistono infatti ancora prove definitive per queste teorie, anche in considerazione della relativa novità degli studi[3]. Il fattore antropico e il ruolo svolto dalla biosfera sono invece cause unicamente presenti sul nostro pianeta.

5月7日

RISCALDAMENTO GLOBALE E I SUOI EFFETTI SUL PIANETA

Effetti del riscaldamento globale [modifica]

Cambiamento dell'accumulo nevoso sul Kilimanjaro, fra il 1993 ed il 2000. Il Kilimanjaro ha perduto l'82% delle nevi perenni nel XX secolo.
Cambiamento dell'accumulo nevoso sul Kilimanjaro, fra il 1993 ed il 2000. Il Kilimanjaro ha perduto l'82% delle nevi perenni nel XX secolo.

I modelli climatici elaborati dall'IPCC indicano un potenziale aumento della temperatura, durante il XXI secolo, compreso tra 1,4 e 5,8 °C.

Risulta tuttora molto difficile prevedere come realmente influirà sul sistema pianeta l'attuale riscaldamento globale, in quanto si tratterebbe di un evento senza nessun precedente in epoca storica. Inoltre, il clima globale è un sistema non lineare multifattoriale, per cui la climatologia può stabilire delle tendenze ma non eventi di dettaglio.

Tra i possibili effetti di tali mutamenti climatici si stima vi possa essere un aumento del livello del mare in alcune aree del pianeta, in particolare in quelle con minori tassi di evaporazione; ciò a causa dell'espansione termica e dello scioglimento dei ghiacci continentali oltre che dei ghiacciai montani. Complessivamente, il bilancio complessivo delle superfici ghiacciate sulla Terra è negativo per una percentuale compresa tra l'1 e il 1,5% per decennio, evidenziando come il fenomeno del riscaldamento globale sia effettivamente in corso ed in costante aumento.[citazione necessaria] La diminuzione della salinità dell'Oceano Atlantico dovuta allo scioglimento dei ghiacci potrebbe causare il blocco della Corrente del Golfo, con conseguente raffreddamento del continente europeo ed inizio (in quest'area) di una nuova era glaciale.

Tali cambiamenti porteranno a significative modificazioni degli habitat naturali andando ad incidere profondamente anche sugli equilibri socio-economici del pianeta.[citazione necessaria]

Gli effetti del riscaldamento climatico antropico potrebbero essere molto maggiori se non vi fosse stata una relativa riduzione dell'irraggiamento solare dovuta all'inquinamento atmosferico. Paradossalmente, una riduzione dell'inquinamento (in particolare degli SOx e del particolato) potrebbe portare ad un aumento delle temperature superiore a quanto ipotizzato.[4]

Il fenomeno ha profondamente modificato l'equilibrio dei ghiacci artici, tanto da causare nel settembre 2007 l'apertura del celeberrimo Passaggio a nord-ovest per il discioglimento dei ghiacci che lo rendevano impraticabile.

Variazione della temperatura terrestre [modifica]

Nel corso della storia della Terra si sono succedute ciclicamente modificazioni del clima che hanno portato il pianeta ad attraversare diverse ere glaciali alternate ad epoche più calde. Le cause di queste modificazioni climatiche sono state principalmente legate all'andamento dell'attività del sole o da quella eruttiva della Terra (per emissione di CO2). Circa 200 mila anni fa, queste significative variazioni del clima hanno permesso all'uomo il passaggio dello stretto di Bering, la colonizzazione dell'Australia o della Groenlandia (il cui nome significa "terra verde"). Attualmente, il pianeta sta uscendo da un periodo freddo denominato piccola glaciazione durato dal 1550 al 1800 che ha seguito il periodo medievale, più caldo (tra il 1100 ed il 1400).

5月4日

AL GORE L'UOMO KE HA ISPIRATO IL MIO NIK!!! UN GRANDE ATTIVISTA AMBIENTALE..

IN QUESTA SEZIONE VI PARLERO DI ........AL GORE......PASSATO VICE PRESIDENTE DI BILL CLINTON. UN UOMO KE SI E CONVERTITO ALL'AMBIENTALISMO ATTIVO IN TUTTI I SENSI ,UN SUO FILMATO HA ISPIRATO IN ME IL MIO NIK!!  CONSIGLIO A TUTTI DI VEDERE IL SUO DOCUMNTFILM "" AN INCONVENIENT TRUTH""" SU OGNI FORMA DI INQUINAMENTO AMBIENTALE......IL SUO MODO DI COMUNICARE AL MONDO CIO KE STA SUCCEDENDO E CIO CHE SUCCEDERA ....E IPNOTICO E CI FA RIFLETTERE SU QUANTO STA ACCADENDO  CON L'EFFETTO SERRA   .......LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI ....E..IL BUCO DELL'OZONO!!!.VI CONSIGLIO DI  VEDERE IL SUO FILMATO...."" AN INCONVENIENT TRUTH""""POTREBBE RISVEGLIARE IN TUTTI NOI L'ATTIVISMO ATTIVO PER CONTRIBUIRE A METTERE UN PO LE COSE APPOSTO......VISTO KE SI PARLA DEL NS FUTURO E IL FUTURO DEI NS FIGLI...... DI COME SI EVOLVERA IL MONDO NEI PROSSIMI 10 ANNI..........PS METTERO NEL MIO BLOG I SUI FILMATI SE VOLETE VEDERLI....BUONA VISIONE..........................................E::::E CERCHIAMO INDIVIDUALMENTE OGNI UNO DI NOI  A CONTRIBUIRE ALLA CAUSA AMBIENTE PERCHE RIGUARDA proprio noi giovani il futuro!!!